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Dopo quanto tempo dall'estrazione di un dente è possibile inserire un impianto?

01/12/2016i
tudio dentistico greco

La risposta è dipende dal caso. Una corretta diagnosi clinica, anamnestica e radiografica forniranno la scelta terapeutica più appropriata per ogni singolo caso.

Genericamente possiamo dire che:

Il posizionamento immediato è preferibile nel settore anteriore del mascellare superiore, poiché il riassorbimento osseo in queste zone è molto veloce e un posizionamento ritardato potrebbe compromettere l’inserimento implantare, con un conseguente danno estetico.Il posizionamento immediato senza dubbio permette un ripristino rapido della funzionalità masticatoria e dell’estetica del paziente, ma i requisiti per poter eseguire il carico immediato risultano molteplici. In particolare riguardano la presenza o meno di un sufficiente spessore osseo e gengivale, la stabilità primaria dell’impianto, l’assenza di patologie quali l’osteoporosi, osteomalacia, granulomi, diabete, cardiopatie non compensate, problemi di coagulazione e di terapie farmacologiche con bifosfonati.



L’inserimento differito o ritardato è invece consigliabile nei molari, in quanto, avendo radici multiple, il difetto osseo risulta troppo ampio e necessita di una guarigione spontanea o di un intervento di preservazione alveolare (“socket-preservation”).



Anche nel caso d’infezioni acute o croniche come ascessi, granulomi o parodontiti gravi è sconsigliabile procedere con l’inserimento immediato, in quanto generalmente non vi sono i presupposti biologici ed è necessario attendere una fase quiescente.

Per implantologia tradizionale o a carico differito s’intende quella tecnica chirurgica d’inserimento implantare secondo cui successivamente all’estrazione di un dente è necessario attendere la chiusura dei tessuti gengivali e il rimodellamento osseo.


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